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mercoledì 12 maggio 2010

E basta: Hitler NON era vegetariano!

Nei loro tentativi di screditare la liberazione animale, i necrofagi piu' cretini proclamano spesso che Adolf Hitler era un vegetariano, o che i medici nazisti condannarono la sperimentazione su animali.

Il sinistro paragone tra nazisti e "zeloti" dei diritti animali implicito in queste "rivelazioni" ha lo scopo di suggerire che l'antispecismo sia una filosofia anti- umana. La vera storia di Hitler e del nazismo e' invece lontana anni luce da queste credenze. Una risposta legittima per questo genere di affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna importanza se Hitler fosse o meno vegetariano; come ha scritto Peter Singer: "Il fatto che Hitler avesse un naso non significa che dobbiamo tagliarci il naso". Inoltre:

1. La Vegetarier-Bund (Società Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime nazista (riaprì nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato un sostenitore.

2. La politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo, ne' a beneficio della salute pubblica, nè per motivi etici. Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione è significativo, da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l'inquinamento, o le misure a tutela delle donne in
gravidanza e partorienti.

3. Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le condizioni della sua salute - di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della Propaganda, Goebbels, manipolo' questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano - loro contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l'esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.

4. Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un "vegetariano" con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti. Il biografo John Toland ("Adolf Hitler"), riporta che l'alimentazione di Hitler, quand'era studente, consisteva in "latte, pasticci di carne e pane."
Un altro suo famoso biografo, Robert Payne ("The Life and Death of Adolf Hitler"), afferma che quella del vegetarismo fu una deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come figura pura e dedita al bene. Payne scrive: "L'ascetismo di Hitler aveva un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a base carnea bavaresi e prese moglie... il suo ascetismo era una finzione inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per enfatizzarne la dedizione totale, l'autocontrollo e la distanza che lo separava dagli altri uomini...". Il Professor Rynn Berry ha recensito "The Heretics Feast" (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole: <> Concludiamo citando un libro assai interessante e sicuramente non di parte: "The Medical Casebook of Adolf Hitler" (Leonard e Renate Heston, William Kimber & Co, 1979). Basato su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell'epoca, chiarisce esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro motivazioni: "Dall'inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominciò a soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell'addome. Il dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando cio' accadeva, Hitler generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che "era passata la crisi ", come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto... All'epoca, aveva quarant'anni e non era mai stato seriamente malato... nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi dolori addominali... si curo' da solo... Indubbiamente a causa dei dolori provocatigli da alcuni cibi, eliminò pasticci elaborati e carni, continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a vegetali e cereali - un cambiamento significativo, in un uomo famoso come goloso di dolci e pasticcini.."

Bibliografia:
Dinshah, J. (1974, January). "Book nook". {A review of Speer, A. (1970). Inside the 3rd Reich} Ahimsa, p. 11.
[Disponibile tramite la American Vegan Society, P.O. Box H, Malaga, NJ 08328, USA]

Meyer, R. (1985). "Was Hitler a vegetarian?" Vegetarian Voice, 12 (2), p. 6.
(di Rudolf Meyer, Presidente della Vegetarier Bund Deutschlands)
[Disponibile tramite la North American Vegetarian Society, P.O. Box 72, Dolgeville, NY 13329]

[tratto da mucca103.org]


...e cmq per quanto mi riguarda anche se lo fosse stato, a me che cambia?

domenica 6 dicembre 2009

Ricette - Marmellata di arance



Ecco la ricetta della marmellata di arance... ovviamente è meglio usare le arance biologiche visto che si usa anche la buccia!
:)
Radha

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venerdì 4 dicembre 2009

Ricetta con la Tapioca

Ho cercato a lungo su web una ricetta salata decente di tapioca ma non ho trovato nulla... e allora ho dato sfogo alla fantasia e ho inventato questo piatto. Posto la ricetta perchè è davvero un piatto delicato, leggero e gustoso: perfetto per la sera secondo me.
Inoltre è vegan, senza cereali e senza glutine.


INGREDIENTI
(dose per due porzioni abbondanti)

100g di perle di tapioca
2 coste di sedano
1 mazzetto di spinaci freschi
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 carota
750ml di acqua

PREPARAZIONE
Mettere un cucchiaio di olio in un pentolino e far rosolare l'erba cipollina, il sedano, la carota. Aggiungere poi gli spinaci freschi tagliati a striscioline. Lavare la tapioca con acqua fredda e aggiungerla alle verdure; far insaporire e poi aggiungere l'acqua.
Fate cuocere 20 minuti a pentola scoperta, girando di tanto in tanto.
Condite con olio a crudo o panna di soya... e a piacere scaglie di grana (per i non vegan).

NOTA
La tapioca è una fecola derivata dal tubero della manioca o cassava, una pianta originaria dell'America del Sud. La tapioca si può usare come la farina dei cereali. Si presenta sotto forma di piccole sferette dal colore bianco. Una volta cotte, le sfere diventano trasparenti, assumendo una consistenza gelatinosa. Spesso concorre alla creazione di farine precotte per l'alimentazione dei bambini in fase di svezzamento in quanto ha proprietà nutritive simili al latte.

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sabato 21 novembre 2009

Ricette: Crema alla zucca vegan e gluten-free


La ricetta tradizionale prevede di soffriggere nel burro la noce moscata e la zucca a dadoni. Poi si fa cuocere 10 minuti e si aggiunge acqua e latte in parti uguali.
Intanto si tosta la farina in altro burro e si fa una specie di besciamella da unire poi alla zucca prima di frullare...
Questa versione che propongo nel video è molto più leggera... e a me piace di più!
Radharani

NOTA
Zucca: alimento ricco e completo
La zucca può darti energia e vitalità, l’ortaggio arancione, noto per la concentrazione vitaminica e il gusto dolciastro, nasconde delle potenzialità che vanno sfruttate a pieno. Come antipasto, come primo, come verdura, nel secondo e perché no, anche nei dolci, non ci sono limiti alle mille sfumature di un piatto alla zucca.
La zucca è stata importata in Europa direttamente dal centro america, in Messico la sua naturale diffusione risale a qualche millennio fa, circa il 7 mila a.C. ed era considerata un importante elemento per condire e per cucinare le pietanze. E’ arrivata da noi dopo il 1.500 e lentamente si è diffusa trovando nel clima europeo un buon alleato.
Di zucche ce ne sono tante, non tutte sono arancioni, non tutte sono rugose. La famiglia di questo ortaggio è comune a tutte: si tratta di Cucurbitacee, ma ce ne sono di mille tipi: dolce, dolciastra, non dolce, rotonda, allungata, liscia, rugosa, gialla, verde, marrone, arancio.
La zucca è molto leggera: nonostante il gusto dolce non ha che 15 calorie ogni 100 grammi in media.
Come ortaggio è composto in larga parte di acqua e di zuccheri semplici. In compenso è molto ricca di fibre e di vitamine A e C, insieme a minerali come il ferro, il potassio, il calcio e il fosforo.
La zucca è spesso indicata nelle diete perché previene il tumore, grazie alla componente fibra e liquida, serve per restituire allo stomaco e alle mucose basicità e acqua.
La zucca può essere usata per rimediare a infiammazioni della pelle o degli occhi con una applicazione sulla zona interessata, serve per calmare il dolore provocato dalle scottature e per aiutare a rimarginare le ferite.
In alcuni casi è usata per le cure alle vie urinarie, per prevenire la pressione bassa, i disturbi di stomaco e di intestino, compresi i vermi, combatte l’invecchiamento, usata anche come componente dei prodotti di bellezza e le rughe dell’età. In una dieta può essere una buona soluzione per i momenti di fiacca e di stanchezza generale.

Fonte: Donne e Bellezza
www.tantasalute.it

venerdì 13 novembre 2009

Farro delicato


Ecco la ricetta di un primo piatto molto salutare e buono!
Molto semplice, bastano pochi ingredienti e richiede pochissimo sforzo!
:) fatemi sapere... Radha

Tiramisù


Un Tiramisù rivisto: senza uova, senza mascarpone ... con caffè decaffeinato!
Molto delicato e ghiotto!

Sfogliatine dolci con zucchero


La ricetta più facile e veloce che esista! Bastano solo due ingredienti... anche se si possono aggiungere cannella o zenzero per renderla più esotica e sfiziosa.
Buon divertimento!

Dolcetti per la colazione (tipo muffin)


Ecco dei dolcetti veloci e buoni per la colazione!
Sono ovviamente senza uova...e volendo vegan: basta sostituire il latte di mucca con uno vegetale, di riso o di soya.
Dopo certi commenti che mi hanno lasciato ad alcune video-ricette, per la prima volta mi sono impegnata e ho pure spiegato a voce ciò che stavo facendo! Spero che vi sia utile e che la ricetta vi piaccia!

Alla prossima!
Radha

NOTA
Un muffin è un dolce simile ad un plum cake, di forma rotonda con la cima a calotta semisferica senza glassa di rivestimento.
Si possono prepare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli, lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote.
I muffin sono prodotti di uso specialmente nel Regno Unito.
La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scrittura "moofin".
Qualcuno vuole derivato il termine dal francese mouflet, che significa soffice inteso come il pane, altri vogliono far derivare la parola dal tedesco muffen che significa piccole torte perché all'origine si trattava di piccole torte

Cavolo strascicato



Ricetta toscana rustica insegnata da nonna!
Non saprei dire quale sia il significato di «strascicato», ma certo il sapore di questo piatto povero e semplice è veramente speciale.

Quinoa primavera


Ecco una veloce e facile ricetta di Quinoa Primavera. La quinoa non essendo un cereale è un primo piatto molto leggero e digeribile; inoltre è adatta a chi è celiaco poiché non contiene glutine.

INGREDIENTI E PREPARAZIONE (per 4 persone):
•Tagliate a cubetti 4 zucchine e 3 carote.
• Lessatele in acqua bollente salata.
• Sciacquate una manciata di capperi.
• Scottate e sminuzzate 3 pomodori secchi.
• Lavate e tritate un piccolo mazzo di prezzemolo.
• Tagliate a piccoli pezzettini un cuore di sedano
• Mettete al fuoco 600 ml di acqua, salate e quando bolle buttate 250 g di quinoa.
• Fate cuocere 15 minuti, ovvero fico a che la quinoa non ha assorbito tutta l’acqua.
• Adesso togliete dal fuoco la quinoa e fatela riposare 2 minuti.
• Aggiungete le zucchine, le carote, i capperi, il sedano, i pomodori secchi, il prezzemolo.
•Condite con un filo di olio a crudo e servite.

BUON APPETITO!
Radha

NOTA
La pianta che produce le zucchine è originaria dell'America centro-meridionale e appartiene alla stessa famiglia dei meloni, dei cetrioli e delle zucche gialle, cioè alle cucurbitacee.
Le zucchine sono ormai reperibili sul mercato tutto l'anno anche se sono un prodotto dell'orto tipico della tarda primavera e dell'estate. Conviene però gustarle nella loro stagione perché più complete dal punto di vista nutrizionale, più buone e naturalmente più convenienti.
Le zucchine forniscono poche calorie e non hanno grassi; hanno un'azione altamente lassativa, antinfiammatoria, diuretica e disintossicante.
Le zucchine sono buone fonti di potassio, di vitamina E (che ci aiuta a difenderci dai radicali liberi), di luteina e zeaxantina (due carotenoidi), di vitamina C e di acido folico; sia la vitamina C quanto l'acido folico sono molto sensibili al calore; pertanto bisogna cuocere questi ortaggi nel modo giusto (mai a lungo). L'ideale sarebbe il loro consumo a crudo.

Fantasia di castagne


Sono andata a fantasia senza seguire una ricetta o un'idea già vista...
il risultato a me e a chi ha assaggiato è sembrato ottimo quindi ho deciso di proporvela!
Anche questa ricetta è gluten free quindi adatta ai celiaci.
Il latte e la farina li ho dosati ad occhio... quindi non so dirvi le dosi precise...ma dalle immagini si capisce quale è la consistenza.
Ho messo un pizzico di bicarbonato per far effetto lievito... non so se il lievito è gluten free :) e non ho voluto correre rischi!

Pan di Spagna - Rotolo alla nutella


Ingredienti e dosi sono tutte ben visibili nel filmato... quindi non mi resta che augurarvi: BUONA VISIONE!
:)
Radha

Tutto il mondo chiama questa pasta col nome di Génoise, solo noi italiani la chiamiamo Pan di Spagna e questo è un vero mistero.
La storia in realtà è lunga ed intrigante ed a ben vedere ha a che fare con tutti e due i nomi, mettetevi comodi che ve la racconto...
Più o meno a metà del Settecento la Repubblica di Genova, probabilmente avendo relazioni commerciali via mare con altri stati tra cui, com’è noto Spagna e Portogallo, inviò un suo ambasciatore alla corte di Madrid, dal Re Ferdinando IV detto il Savio. L’ambasciatore in questione, accreditato presso quella corte era niente popò di meno che il marchese Domenico Pallavicini, rampollo di una facoltosa Famiglia, il quale rimase a Madrid dal 1747 al 1749, per esser sostituito, in seguito, da un altro Pallavicini, tal Alessandro, per i successivi quattro anni. Ovviamente erano nomine di alto prestigio, sia per le persone che le andavano a ricoprire che per le loro famiglie, e la famiglia Pallavicini era una delle più autorevoli della città.

Era il periodo dell’Illuminismo, un’epoca d’oro per le riforme che si andavano attuando in tutti gli aspetti della vita politica delle nazioni europee, e si è ritenuto che le nomine consecutive dei due Pallavicini, che di tanto prestigio godevano presso re Ferdinando IV, non erano esenti dal desiderio di maggiori e più intensi traffici ed accordi commerciali, sopratutto economici, tendenti ad acquisire un maggior prestigio politico anche in patria. Domenico Pallavicini, alla sua partenza, oltre ai vari consiglieri diplomatici, portò con sé il personale della sua casa, ovvero erano presenti un maggiordomo, i cuochi, i portantini, tutti rigorosamente genovesi e ad ognuno era stato dato l’incarico di dare lustro ed innalzare l’immagine dello stesso ambasciatore e conseguentemente anche della Repubblica di Genova, che lì rappresentava.
Tra gli uomini al seguito del Pallavicini, c’era un giovane pasticcere, originario dei dintorni di Genova, Giovanni Battista Cabona, già da anni al servizio della famiglia dell’ambasciatore. Come gli altri del personale, era assai preparato nel suo lavoro, un vero professionista, e perciò godeva di piena fiducia da parte del Pallavicini. Il Cabona nel corso degli anni della sua trasferta spagnola mise a disposizione le buone competenze nell’arte pasticcera acquisite a Genova, integrandole col panorama gastronomico con cui aveva a che fare in loco. In occasione di un ricevimento, il Pallavicini gli commissionò un dolce che non fosse uno dei soliti.
Con la semplice manipolazione degli ingredienti, il nostro pasticcere, partendo dal classico biscotto di Savoia, creò una pasta battuta, di estrema leggerezza, a cui, in onore al Paese ospitante, diede il nome di Pan di Spagna.
Ma a palazzo, al cospetto del Re Ferdinando, una volta assaggiato il dolce, tanto fu lo stupore e l’entusiasmo, che si ritenne doveroso battezzare tale meraviglia di leggerezza col nome di Génoise, nome che rimarrà per sempre nel cuore degli Spagnoli e col quale il dolce venne divulgato in tutto il mondo.

La fama fu rapidissima tanto che già nel 1855 nel severo programma di esami per maestri pasticceri, della scuola di Berlino, tra le materie da dimostrare agli esaminatori, due sono le prove obbligatorie: la battuta al cioccolato e mandorla per la torta Sacher e quella della Génoise.

Come si fa il seitan?


Ricetta del Seitan fatto in casa con farina di glutine.
Di seguito alcune interessanti informazioni sul seitan.
Il seitan è un alimento altamente proteico ricavato dal glutine del grano tenero o da altri cereali come farro o Kamut.Il Seitan è un alimento d’origine vegetale molto usato nella cucina vegetariana in alternativa alla carne per realizzare piatti nutrienti e gustosi. Un ingrediente versatile dall’elevato contenuto proteico ottenuto dalla lavorazione della farina di grano, che si integra bene nell’alimentazione soprattutto vegetariana, totalmente privo di colesterolo e di grassi e adatto a tutte le diete. Spesso sentiamo parlare di Seitan e di glutine, e forse è meglio spendere qualche parola in più per fare chiarezza. Come altre farine di cereali anche la farina di grano tenero o frumento contiene due componenti fondamentali, l’amido e il glutine, che è la parte proteica del grano, in percentuale circa del 15%. Il procedimento di separazione dell’amido dal glutine impastando la farina con acqua e lavando poi l’impasto in acqua corrente permette di estrarre il glutine dalla farina, ottenendo una specie di gomma giallina ed elastica quasi inutilizzabile allo stadio iniziale. Con la successiva bollitura in acqua insieme alla salsa di soia (tamari o shoyu), il sale marino, le alghe e altri aromi, si ottiene il Seitan vero e proprio, pronto per essere cucinato in molti modi.
Dopo il drammatico effetto mucca pazza e l’incubo dell’influenza aviaria la scelta vegetariana è diventata più attuale e necessaria che mai, e fra la gente si sta diffondendo una maggiore consapevolezza riguardo al cibo e le implicazioni delle proprie scelte alimentari. Molte persone hanno deciso così di smettere di mangiare la carne e diventare vegetariane, e in questo contesto l’uso del Seitan come valido sostituto proteico della carne si è diffuso molto rapidamente. E con l’aumento accelerato della popolazione vegetariana mondiale lo sarà ancora di più in futuro, rappresentando una valida fonte di proteine al 100% vegetali che ci permette di nutrirci con gusto senza uccidere gli animali.
Come la carne anche il Seitan assorbe bene i sapori dei vari ingredienti con cui viene preparato, e le sue particolari caratteristiche di aspetto, consistenza e sapore lo rendono facilmente utilizzabile in piatti in cui di solito viene usata la carne. Anche se con il Seitan non si tratta d’introdurre una finta carne in cucina, ma un nuovo alimento proteico di cui è opportuno comprendere a fondo le caratteristiche e la versatilità, insieme alle sue proprietà alimentari.
“Kofu, glutine di grano”. Così era chiamato il Seitan nell’antica tradizione culinaria giapponese, introdotto in quel paese dalla Cina da alcuni monaci buddisti e divenuto molto popolare nei templi zen, molto usato poi nella cucina vegetariana e macrobiotica. Nel suo libro “The art of just cooking” Lima Ohsawa dice “il kofu è una valida fonte di proteine che può essere mangiata in qualsiasi stagione. E’ delizioso nelle minestre, negli stufati e mescolato alle verdure saltate. Le fettine di kofu somigliano alla carne, ne hanno la consistenza e anche il gusto.” Seitan, glutine di grano, kofu, tanti nomi diversi per lo stesso alimento, antico e moderno al tempo stesso, già conosciuto in passato e anche oggi apprezzato da molti. Una valida fonte di proteine vegetali che può diventare la base di tanti piatti golosi da portare sulla nostra tavola. Un vero caposaldo della cucina vegetariana che permette di variare creativamente i menù giornalieri e realizzare una grande varietà di appetitose Ormai il Seitan si trova già pronto e confezionato sottovuoto anche nei supermercati, oltre che nelle erboristerie e nei negozi d’alimentazione naturale. Ma può essere preparato anche in casa con un semplice procedimento manuale partendo dall’ingrediente di base, la farina di grano. Procedimento abbastanza lungo, che oltre a un notevole risparmio economico offre però la soddisfazione del fai da te. La preparazione del Seitan fatto in casa è semplice, richiede solo tempo e pazienza, e consiste in 3 fasi, la preparazione dell’impasto, il suo lavaggio e la successiva bollitura. Ecco la ricetta base per il Seitan fatto a mano. Si comincia mettendo sul fuoco una pentola abbastanza grande piena per ¾ di acqua, insieme a odori a piacere (sedano, carota, prezzemolo, basilico, qualche pomodorino..), 2 cucchiai rasi di sale marino, 10 cucchiai di tamari o shoyu (salsa di soia), e 3 o 4 grossi pezzi di alga kombu, portando tutto a ebollizione. Mettete poi 1 kg di farina bianca (meglio biologica) in una ciotola, aggiungete qualche pizzico di sale, e impastate con acqua lavorandola bene come per fare il pane, ma senza lievito. Lasciate riposare un po’ l’impasto coperto da un panno. In un colino fine lavate poi l’impasto in acqua corrente, avendo l’accortezza di mettere il colino dentro un una ciotola per far sì che i pezzetti dell’impasto che si sfaldano durante il lavaggio non si disperdano. Il lavaggio in acqua permette la separazione del glutine dall’amido che andrà via con l’acqua, e quando l’acqua non sarà più bianca ma trasparente il glutine si compatterà da solo.
A questo punto il glutine è pronto, una sostanza gommosa che metterete nella pentola dove l’acqua sta bollendo con gli aromi, il tamari ecc, lasciando poi bollire il tutto per 30-40 minuti o anche un’ora a fuoco abbastanza vivo, girando ogni tanto con un mestolo per non far attaccare sul fondo. Quello che alla fine tirerete fuori dalla pentola avrà l’aspetto d’un polpettone marroncino chiaro, un po’ spugnoso e di forma più o meno regolare, e sarà Seitan a tutti gli effetti, pronto per essere affettato, tritato, tagliato a cubetti ecc., per preparare tante gustose ricette.

NOTA
Seitan fatto in casa, utilizzabile in centinaia di ricette diverse.
La lunga fase di lavaggio può essere saltata (e nella ricetta del video io l’ho fatto!) utilizzando direttamente per l’impasto la farina di glutine che si trova in commercio, che andrà mescolata con una percentuale minima di farina bianca (io nel video l’ho fatto di puro glutine senza aggiungere farina bianca), o usando anche il Seitan-mix (non facile da trovare in Italia però), una miscela già pronta di farina di glutine e farina bianca, accorciando così di molto la preparazione del Seitan fatto in casa. L’uso della farina di glutine o del Seitan-mix permette anche di aggiungere aromi e spezie all’impasto, ottenendo un Seitan già insaporito secondo il proprio gusto.
Come vedrete io il mix l’ho fatto da sola aggiungendo salvia e rosmarino... e gli odori per il brodo.

Croccante o torrone


Zucchero integrale
(io ho usato quello biologico, equo-solidale della coop e per questa ricetta mi pare perfetto!

Nocciole
ma potete usare quello che vi piace di più: mandorle, pinoli, sesamo, anche popcorn: io l’ho provato ed è squisito perchè è sia croccante che soffice!!

Gnocchi ekadasi (gluten free)


INGREDIENTI:
100 gdi fiocchi di patate
300 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di fecola di patate
5 cucchiai di farina di grano saraceno

Impastare tutti gli ingredienti e aggiustare di sale;
formare dei cilindri di 1 cm di diametro;
tagliare a tocchetti di 1,5 cm l'uno e dargli la forma dello gnocco.

Poi dovete solo seguire il video qua a lato!
Buon divertimento!

PS: la fase dell’impasto non è nel video perché ho dimenticato di premere REC!
:)

NOTA
Questa ricetta è adatta ai celiaci poiché non utilizza farina di grano ma farina di grano saraceno che in realtà non è un cereale ma è della famiglia del rabarbaro e quindi senza glutine.

Salame al cioccolato




Ingredienti
400 g biscotti secchi
100g di nocciole
100 g burro morbido
100 g zucchero
100 g cacao
4 cucchiai di yogurt magro
1 cucchiaino di essenza di ruhm

Procedimento
Montare il burro con lo zucchero, aggiungere il cacao e lo yogurt, l'essenza di ruhm, le nocciole e i biscotti sbriciolati.
Se l’impasto fosse troppo duro aggiungere un po’ di latte.
Dare all’impasto la forma di un tronchetto, avvolgerlo nella carta stagnola e mettere in frigorifero per qualche ora.
Tagliare a fette e spolverizzare a piacere di zucchero a velo.

Ricetta utile per utilizzare i biscotti rotti che restano in fondo alla busta...

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