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lunedì 1 marzo 2010

Ricette: Sacher Torte rivista

INGREDIENTI

125g di burro a temperatura ambiente
1 tazza di zucchero (io ho usato quello integrale di canna
2 bustine di vanillina
1 tazza di cacao
1/2 tazza di acqua bollente
2 cucchiaini di succo di limone
1 tazza di latte
1 tazza e 3/4 di farina bianca
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

Lavorate il burro con lo zucchero e la vaniglia.

Sciogliete il cacao in polvere nell'acqua bollente.

Unire il succo di limone al latte per farlo cagliare.

Unire la farina, il lievito, il bicarbonato e il sale; aggiungere poco alla volta alternando il cacao sciolto nell'acqua, il latte cagliato e il burro con lo zucchero. Lavorate con la frusta fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Imburrate (o foderate con carta forno) due teglie del diametro di 20 cm e versate metà composto in ciascuna delle due teglie.

Fate cuocere per 30' a 180° C

Una volta raffreddate tagliate i dischi a metà in modo da averne 4.

Farcite le due torte con marmellata di albicocche; poi su una delle due spalmate la glassa al cacao, il mascarpone o la ricotta zuccherata e sovrapponete l'altra torta.
Ricoprite con glassa di cacao o nutella ammorbidita a bagnomaria e decorate a vostro gusto.

BUON DIVERTIMENTO!!!

Radharani


venerdì 13 novembre 2009

Sfogliatine dolci con zucchero


La ricetta più facile e veloce che esista! Bastano solo due ingredienti... anche se si possono aggiungere cannella o zenzero per renderla più esotica e sfiziosa.
Buon divertimento!

Pan di Spagna - Rotolo alla nutella


Ingredienti e dosi sono tutte ben visibili nel filmato... quindi non mi resta che augurarvi: BUONA VISIONE!
:)
Radha

Tutto il mondo chiama questa pasta col nome di Génoise, solo noi italiani la chiamiamo Pan di Spagna e questo è un vero mistero.
La storia in realtà è lunga ed intrigante ed a ben vedere ha a che fare con tutti e due i nomi, mettetevi comodi che ve la racconto...
Più o meno a metà del Settecento la Repubblica di Genova, probabilmente avendo relazioni commerciali via mare con altri stati tra cui, com’è noto Spagna e Portogallo, inviò un suo ambasciatore alla corte di Madrid, dal Re Ferdinando IV detto il Savio. L’ambasciatore in questione, accreditato presso quella corte era niente popò di meno che il marchese Domenico Pallavicini, rampollo di una facoltosa Famiglia, il quale rimase a Madrid dal 1747 al 1749, per esser sostituito, in seguito, da un altro Pallavicini, tal Alessandro, per i successivi quattro anni. Ovviamente erano nomine di alto prestigio, sia per le persone che le andavano a ricoprire che per le loro famiglie, e la famiglia Pallavicini era una delle più autorevoli della città.

Era il periodo dell’Illuminismo, un’epoca d’oro per le riforme che si andavano attuando in tutti gli aspetti della vita politica delle nazioni europee, e si è ritenuto che le nomine consecutive dei due Pallavicini, che di tanto prestigio godevano presso re Ferdinando IV, non erano esenti dal desiderio di maggiori e più intensi traffici ed accordi commerciali, sopratutto economici, tendenti ad acquisire un maggior prestigio politico anche in patria. Domenico Pallavicini, alla sua partenza, oltre ai vari consiglieri diplomatici, portò con sé il personale della sua casa, ovvero erano presenti un maggiordomo, i cuochi, i portantini, tutti rigorosamente genovesi e ad ognuno era stato dato l’incarico di dare lustro ed innalzare l’immagine dello stesso ambasciatore e conseguentemente anche della Repubblica di Genova, che lì rappresentava.
Tra gli uomini al seguito del Pallavicini, c’era un giovane pasticcere, originario dei dintorni di Genova, Giovanni Battista Cabona, già da anni al servizio della famiglia dell’ambasciatore. Come gli altri del personale, era assai preparato nel suo lavoro, un vero professionista, e perciò godeva di piena fiducia da parte del Pallavicini. Il Cabona nel corso degli anni della sua trasferta spagnola mise a disposizione le buone competenze nell’arte pasticcera acquisite a Genova, integrandole col panorama gastronomico con cui aveva a che fare in loco. In occasione di un ricevimento, il Pallavicini gli commissionò un dolce che non fosse uno dei soliti.
Con la semplice manipolazione degli ingredienti, il nostro pasticcere, partendo dal classico biscotto di Savoia, creò una pasta battuta, di estrema leggerezza, a cui, in onore al Paese ospitante, diede il nome di Pan di Spagna.
Ma a palazzo, al cospetto del Re Ferdinando, una volta assaggiato il dolce, tanto fu lo stupore e l’entusiasmo, che si ritenne doveroso battezzare tale meraviglia di leggerezza col nome di Génoise, nome che rimarrà per sempre nel cuore degli Spagnoli e col quale il dolce venne divulgato in tutto il mondo.

La fama fu rapidissima tanto che già nel 1855 nel severo programma di esami per maestri pasticceri, della scuola di Berlino, tra le materie da dimostrare agli esaminatori, due sono le prove obbligatorie: la battuta al cioccolato e mandorla per la torta Sacher e quella della Génoise.

Croccante o torrone


Zucchero integrale
(io ho usato quello biologico, equo-solidale della coop e per questa ricetta mi pare perfetto!

Nocciole
ma potete usare quello che vi piace di più: mandorle, pinoli, sesamo, anche popcorn: io l’ho provato ed è squisito perchè è sia croccante che soffice!!

Salame al cioccolato




Ingredienti
400 g biscotti secchi
100g di nocciole
100 g burro morbido
100 g zucchero
100 g cacao
4 cucchiai di yogurt magro
1 cucchiaino di essenza di ruhm

Procedimento
Montare il burro con lo zucchero, aggiungere il cacao e lo yogurt, l'essenza di ruhm, le nocciole e i biscotti sbriciolati.
Se l’impasto fosse troppo duro aggiungere un po’ di latte.
Dare all’impasto la forma di un tronchetto, avvolgerlo nella carta stagnola e mettere in frigorifero per qualche ora.
Tagliare a fette e spolverizzare a piacere di zucchero a velo.

Ricetta utile per utilizzare i biscotti rotti che restano in fondo alla busta...

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