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venerdì 27 novembre 2009

Ricette: l'India a tavola - Torta di carote


Preparazione: 15 minuti
Cottura: 45 minuti


Ingredienti (per 4 persone)
500 g di carote
12 cl di latte
150 g di zucchero in polvere
100 g di burro
1/2 cucchiaio di cardamomo in polvere
Pistacchi tritati, tostati e non salati
Mandorle a lamelle tostate

Preparazione
Fai dorare le carote grattugiate in 50 gr di burro per 20 -30 minuti, mescolando ogni tanto. Aggiungi il resto del burro, il latte, lo zucchero e il cardamomo. Lascia cuocere a fuoco basso mescolando energicamente per 15 minuti, finché il tutto non diventa compatto e si stacca dai bordi.
Spargi il composto in un piatto rettangolare, spolvera di pistacchi e mandorle a lamelle. Lascia raffreddare e poi taglia a losanghe o a rettangoli.

venerdì 13 novembre 2009

Tiramisù


Un Tiramisù rivisto: senza uova, senza mascarpone ... con caffè decaffeinato!
Molto delicato e ghiotto!

Dolcetti per la colazione (tipo muffin)


Ecco dei dolcetti veloci e buoni per la colazione!
Sono ovviamente senza uova...e volendo vegan: basta sostituire il latte di mucca con uno vegetale, di riso o di soya.
Dopo certi commenti che mi hanno lasciato ad alcune video-ricette, per la prima volta mi sono impegnata e ho pure spiegato a voce ciò che stavo facendo! Spero che vi sia utile e che la ricetta vi piaccia!

Alla prossima!
Radha

NOTA
Un muffin è un dolce simile ad un plum cake, di forma rotonda con la cima a calotta semisferica senza glassa di rivestimento.
Si possono prepare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli, lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote.
I muffin sono prodotti di uso specialmente nel Regno Unito.
La parola muffin viene citata per la prima volta in Inghilterra nel 1703 con la scrittura "moofin".
Qualcuno vuole derivato il termine dal francese mouflet, che significa soffice inteso come il pane, altri vogliono far derivare la parola dal tedesco muffen che significa piccole torte perché all'origine si trattava di piccole torte

Castagnaccio



Dal video si dovrebbero capire sia il procedimento che le dosi...

per qualsiasi domanda, chiedete pure!

:) Buon appetito!

l castagnaccio è un piatto "povero" nel vero senso della parola, diffusissimo un tempo nelle zone appenniniche dove le castagne erano alla base dell'alimentazione delle popolazioni contadine. Dopo un periodo di oblio, iniziato nel secondo dopoguerra e dovuto al crescente benessere, è stato riscoperta e oggi è protagonista, nel periodo autunnale, di numerose sagre e feste.
Secondo quanto si legge nel "Commentario delle più notabili et mostruose cose d'Italia e di altri luoghi", di Ortensio Landi (Venetia, 1553), l'inventore del castagnaccio pare sia stato un lucchese tale "Pilade da Lucca", che fu "il primo che facesse castagnazzi e di questo ne riportò loda".

Pan di Spagna - Rotolo alla nutella


Ingredienti e dosi sono tutte ben visibili nel filmato... quindi non mi resta che augurarvi: BUONA VISIONE!
:)
Radha

Tutto il mondo chiama questa pasta col nome di Génoise, solo noi italiani la chiamiamo Pan di Spagna e questo è un vero mistero.
La storia in realtà è lunga ed intrigante ed a ben vedere ha a che fare con tutti e due i nomi, mettetevi comodi che ve la racconto...
Più o meno a metà del Settecento la Repubblica di Genova, probabilmente avendo relazioni commerciali via mare con altri stati tra cui, com’è noto Spagna e Portogallo, inviò un suo ambasciatore alla corte di Madrid, dal Re Ferdinando IV detto il Savio. L’ambasciatore in questione, accreditato presso quella corte era niente popò di meno che il marchese Domenico Pallavicini, rampollo di una facoltosa Famiglia, il quale rimase a Madrid dal 1747 al 1749, per esser sostituito, in seguito, da un altro Pallavicini, tal Alessandro, per i successivi quattro anni. Ovviamente erano nomine di alto prestigio, sia per le persone che le andavano a ricoprire che per le loro famiglie, e la famiglia Pallavicini era una delle più autorevoli della città.

Era il periodo dell’Illuminismo, un’epoca d’oro per le riforme che si andavano attuando in tutti gli aspetti della vita politica delle nazioni europee, e si è ritenuto che le nomine consecutive dei due Pallavicini, che di tanto prestigio godevano presso re Ferdinando IV, non erano esenti dal desiderio di maggiori e più intensi traffici ed accordi commerciali, sopratutto economici, tendenti ad acquisire un maggior prestigio politico anche in patria. Domenico Pallavicini, alla sua partenza, oltre ai vari consiglieri diplomatici, portò con sé il personale della sua casa, ovvero erano presenti un maggiordomo, i cuochi, i portantini, tutti rigorosamente genovesi e ad ognuno era stato dato l’incarico di dare lustro ed innalzare l’immagine dello stesso ambasciatore e conseguentemente anche della Repubblica di Genova, che lì rappresentava.
Tra gli uomini al seguito del Pallavicini, c’era un giovane pasticcere, originario dei dintorni di Genova, Giovanni Battista Cabona, già da anni al servizio della famiglia dell’ambasciatore. Come gli altri del personale, era assai preparato nel suo lavoro, un vero professionista, e perciò godeva di piena fiducia da parte del Pallavicini. Il Cabona nel corso degli anni della sua trasferta spagnola mise a disposizione le buone competenze nell’arte pasticcera acquisite a Genova, integrandole col panorama gastronomico con cui aveva a che fare in loco. In occasione di un ricevimento, il Pallavicini gli commissionò un dolce che non fosse uno dei soliti.
Con la semplice manipolazione degli ingredienti, il nostro pasticcere, partendo dal classico biscotto di Savoia, creò una pasta battuta, di estrema leggerezza, a cui, in onore al Paese ospitante, diede il nome di Pan di Spagna.
Ma a palazzo, al cospetto del Re Ferdinando, una volta assaggiato il dolce, tanto fu lo stupore e l’entusiasmo, che si ritenne doveroso battezzare tale meraviglia di leggerezza col nome di Génoise, nome che rimarrà per sempre nel cuore degli Spagnoli e col quale il dolce venne divulgato in tutto il mondo.

La fama fu rapidissima tanto che già nel 1855 nel severo programma di esami per maestri pasticceri, della scuola di Berlino, tra le materie da dimostrare agli esaminatori, due sono le prove obbligatorie: la battuta al cioccolato e mandorla per la torta Sacher e quella della Génoise.

Croccante o torrone


Zucchero integrale
(io ho usato quello biologico, equo-solidale della coop e per questa ricetta mi pare perfetto!

Nocciole
ma potete usare quello che vi piace di più: mandorle, pinoli, sesamo, anche popcorn: io l’ho provato ed è squisito perchè è sia croccante che soffice!!

Cannoli alla Crema



INGREDIENTI:
1 rotolo di pasta sfoglia fresca
crema pasticciera
Zucchero a velo

PREPARAZIONE:
Taglia la sfoglia a strisce larghe 2 cm; arrotola una striscia per volta intorno ai cilindri appositi e cuoci per 10/15 minuti a 180°.
Una volta cotti, falli raffreddare e riempili con la crema pasticciera.

La mia torta alla ricotta



INGREDIENTI PER IMPASTO:
300g di farina tipo 00
100g di burro
100g di zucchero
1/2 bicchiere di latte o acqua
1 bustina di lievito per dolci

INGREDIENTI PER RIPIENO:
una ricotta
100g zucchero
50g mandorle tritate

PREPARAZIONE
Unite tutti gli ingredienti necessari all’impasto e lavorateli bene fino ad ottenere una pasta frolla omogenea.
Dividete l’impasto in due parti; con una parte formate un disco di 20cm di diametro circa e mettetelo nella teglia antiaderente o rivestita di carta da forno.
Unite gli ingredienti per il ripieno e ricoprite il disco di impasto che avete messo nella teglia.
Con il restante impasto avete due possibilità:
1- stendete un altro disco e ricoprite il dolce
2- passate l’impasto nello schiaccia patate o nella gratugia per ottenere una copertura irregolare e croccante.
Infornate e lasciate cuocere 20’ a 180°C o finchè non sarà ben dorato.
Se volete prima di servire (dopo averlo fatto raffreddare) potete spolverare con lo zucchero a velo.

NOTA
La ricotta, pur essendo un prodotto caseario, non si può definire formaggio ma va classificato semplicemente come latticino: non viene ottenuta infatti attraverso la coagulazione della caseina del latte, ma attraverso quella delle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida del latte che si separa dalla cagliata durante la caseificazione.

La mia torta di mele



INGREDIENTI:
3 mele a dadini
1 mela a fette
12 cucchiai di farina
1 bustina di lievito
10 cucchiai di zucchero
1 vasetto di yogurt
6 cucchiai di latte

PREPARAZIONE:
Sciogliere nel latte il lievito ed unirlo alla farina, allo zucchero e allo yogurt.
Aggiungere le mele a dadini e mettere il composto in una teglia antiaderente (o rivestita con la carta da forno).
Prima di infornare disporre le fette della mela in cerchio (a scopo decorativo) e spolverare con un po' di zucchero di canna per far venire la crosticina croccante.
Cuocere venti minuti circa in forno ben caldo.
Quando il dolce si è intiepidito se volete potete spolverare con dello zucchero a velo.

NOTA
La mela è un frutto originario dei paesi dell'Asia centrale e occidentale. Noto fin dall'antichità, è ricordata anche nella Bibbia.
Gli antichi egiziani e i romani la apprezzavano molto, furono proprio i romani a introdurre le mele in Gran Bretagna.