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sabato 21 novembre 2009

Ricette: Crema alla zucca vegan e gluten-free


La ricetta tradizionale prevede di soffriggere nel burro la noce moscata e la zucca a dadoni. Poi si fa cuocere 10 minuti e si aggiunge acqua e latte in parti uguali.
Intanto si tosta la farina in altro burro e si fa una specie di besciamella da unire poi alla zucca prima di frullare...
Questa versione che propongo nel video è molto più leggera... e a me piace di più!
Radharani

NOTA
Zucca: alimento ricco e completo
La zucca può darti energia e vitalità, l’ortaggio arancione, noto per la concentrazione vitaminica e il gusto dolciastro, nasconde delle potenzialità che vanno sfruttate a pieno. Come antipasto, come primo, come verdura, nel secondo e perché no, anche nei dolci, non ci sono limiti alle mille sfumature di un piatto alla zucca.
La zucca è stata importata in Europa direttamente dal centro america, in Messico la sua naturale diffusione risale a qualche millennio fa, circa il 7 mila a.C. ed era considerata un importante elemento per condire e per cucinare le pietanze. E’ arrivata da noi dopo il 1.500 e lentamente si è diffusa trovando nel clima europeo un buon alleato.
Di zucche ce ne sono tante, non tutte sono arancioni, non tutte sono rugose. La famiglia di questo ortaggio è comune a tutte: si tratta di Cucurbitacee, ma ce ne sono di mille tipi: dolce, dolciastra, non dolce, rotonda, allungata, liscia, rugosa, gialla, verde, marrone, arancio.
La zucca è molto leggera: nonostante il gusto dolce non ha che 15 calorie ogni 100 grammi in media.
Come ortaggio è composto in larga parte di acqua e di zuccheri semplici. In compenso è molto ricca di fibre e di vitamine A e C, insieme a minerali come il ferro, il potassio, il calcio e il fosforo.
La zucca è spesso indicata nelle diete perché previene il tumore, grazie alla componente fibra e liquida, serve per restituire allo stomaco e alle mucose basicità e acqua.
La zucca può essere usata per rimediare a infiammazioni della pelle o degli occhi con una applicazione sulla zona interessata, serve per calmare il dolore provocato dalle scottature e per aiutare a rimarginare le ferite.
In alcuni casi è usata per le cure alle vie urinarie, per prevenire la pressione bassa, i disturbi di stomaco e di intestino, compresi i vermi, combatte l’invecchiamento, usata anche come componente dei prodotti di bellezza e le rughe dell’età. In una dieta può essere una buona soluzione per i momenti di fiacca e di stanchezza generale.

Fonte: Donne e Bellezza
www.tantasalute.it

venerdì 13 novembre 2009

Pasta e Fagioli


Classica ricetta della nonna... cucina contadina, semplice e gustosa!
Io ho usato i fagioli stregoni perchè in casa avevo quelli, ma vanno benissimo anche i borlotti, i cannellini e anche i ceci!

Buon appetito!
Radha


NOTA
La regione di origine è incerta, essendo considerato un piatto tipico della cucina di varie zone, ad esempio: Lazio, Campania, Lombardia, Toscana e Veneto.

Tempeh alla verza


Ecco una ricetta della mia mamma, che piace un sacco ai miei fratelli.
Gli ingredienti e la preparazione penso sia molto chiara dal video... se avete qualche domanda scrivete pure nel guestbook o per email.
:) Spero sia di vostro gradimento!
Radha

UNA NOTA SUL TEMPEH
l tempeh è un alimento fermentato ricavato dai fagioli di soia gialla, molto popolare in Indonesia e in altri nazioni del sud est asiatico. È noto anche come carne di soia.
Nei tempeh tradizionali che si acquistano nei negozi, lo starter, cultura batterica che attiva il processo di fermentazione, contiene altri batteri (non patogeni), che producono vitamine, per esempio la B12.
Il tempeh è una buona sorgente di fibre ed è un possibile sostituto della carne di vitello, in quanto possiede lo stessa percentuale di proteine; anche questo ci fa capire quanto inutile sia il continuo massacro di queste dolci e tenere creature.

UNA NOTA SULLA VERZA
Un piatto anticancro a sole 250 calorie: dieta e salute con cavolfiori, verza, carote e rapanelli
Lo confermano molte ricerche scientifiche: per prevenire il cancro (soprattutto a colon, retto e prostata) occorre mangiare le crocifere: broccoli, cavoli, cavolfiori, verze e cavolini.
Queste verdure sono ricche di sostanze fortemente antiossidanti, in particolare gli indoli che agiscono attraverso specifici antiossidazione, e l’ acido folico che contribuisce alla prevenzione delle mutazioni cellulari.
Ma sono crocifere anche i rapanelli, apparentemente insignificanti dal punto di vista nutrizionale sono invece ricchi di virtù perchè contengono sulforafano (potente sostanza anticancro) oltre che ferro e discrete quantità di vitamina C e B.
Una bella insalatona con cavolfiori, verza, carote e rapanelli è un ottimo contorno anticancro e dietetico: solo 250 calorie.

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Pizza al radicchio e provola affumicata


Un'idea alternativa alla classica pizza!
Nel video tutte le istruzioni necessarie alla realizzazione.

il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo, è lo “spadone”, quello più comunemente associato alla produzione tipica trevigiana, e utilizzato nel mio video.

Presenta un cespo allungato e delle foglie serrate e avvolgenti di un bel colore rosso vinoso con costola dorsale grossa senza nervature secondarie evidenti; alla rottura è croccante e di sapore leggermente amarognolo.

Lo si può gustare crudo in insalata, con condimenti diversi, e soprattutto cotto: fritto, ai ferri, stufato, nei risotti... e come vedrete nella mia video-ricetta anche sulla pizza!

Vellutata di finocchi


Una crema di finocchi, verdura invernale dalle tante qualità.
Per renderla cremosa ho usato farina di riso, così è adatta anche per i celiachi!
Il finocchio è una pianta mediterranea, nota fin dall'antichità principalmente per i suoi semi e l'aroma, più che per la sua "consistenza". Il suo sapore, simile a quello dell'anice, veniva utilizzato per insaporire cibi o addirittura per coprirne i difetti. Da questo deriva il verbo Infinocchiare; pensate, che i venditori di vino offrivano del finocchio ai loro clienti che sembra renda sempre accettabile il sapore del vino anche se scadente.
Varietà:
ce ne sono due specie:
quello dolce, di cui si mangia la grossa guaina a grumolo bianco, che si sviluppa alla base;
quello suddetto amaro o selvatico di cui si utilizzano soprattutto i germigli o le foglioline aromatizzanti.
Per finocchio tuttavia, gli orticoltori, intendono la varietà per la quale, mediante selezione, è stato favorito lo sviluppo della guaina.
Quando li acquistate:
controllate le guaine che devono essere carnose, sode e compatte; la parte costituita dalle foglioline deve apparire fresca.

Una curiosità:
i venditori usano distinguere i finocchi in maschi e femmine: non c'è nulla di scientifico in questo, fanno semplicemente riferimento alla forma che, nel caso del maschio è tondeggiante, nella femmina più allungata.

Conservazione:
eliminando le costole verdi più grosse e mettendolo in sacchetti a cui praticherete dei piccoli fori, si può conservare al fresco per una decina di giorni, senza che perda sapore. Potete anche surgelarlo, dopo averlo ridotto a spicchi e sbollentato, lasciandolo coperto con l'acqua di cottura.

Proprietà:
il finocchio è uno degli ortaggi meno calorici essendo sprovvisto del tutto di lipidi e amido; è ricco di acqua e contiene oli essenziali che lo rendono molto diuretico e digestivo. Inoltre stimola l'appetito.

Un consiglio alle donne che allattano:
è particolarmente indicato perché aiuta la produzione del latte, donandogli oltretutto un sapore piacevole e dolce.
Come trattarlo:
eliminate la base dell'ortaggio, poi le guaine nel punto in cui diventano tubolari. Per pulirlo meglio ed anche per la cottura o la preparazione di insalate, tagliare il finocchio a spicchi. Una volta lavato, se dovete cuocerlo, fatelo in acqua e succo di limone così eviterete di farlo annerire.