Ingredienti (per 4 persone) 500 g di carote 12 cl di latte 150 g di zucchero in polvere 100 g di burro 1/2 cucchiaio di cardamomo in polvere Pistacchi tritati, tostati e non salati Mandorle a lamelle tostate
Preparazione Fai dorare le carote grattugiate in 50 gr di burro per 20 -30 minuti, mescolando ogni tanto. Aggiungi il resto del burro, il latte, lo zucchero e il cardamomo. Lascia cuocere a fuoco basso mescolando energicamente per 15 minuti, finché il tutto non diventa compatto e si stacca dai bordi. Spargi il composto in un piatto rettangolare, spolvera di pistacchi e mandorle a lamelle. Lascia raffreddare e poi taglia a losanghe o a rettangoli.
Ecco la ricetta di un primo piatto molto salutare e buono! Molto semplice, bastano pochi ingredienti e richiede pochissimo sforzo! :) fatemi sapere... Radha
Ricetta toscana rustica insegnata da nonna! Non saprei dire quale sia il significato di «strascicato», ma certo il sapore di questo piatto povero e semplice è veramente speciale.
Ricetta vegetariana, vegana e gluten free perfetta anche per i celiaci! Famosa a Livorno e Genova con nomi diversi... la torta di ceci è facile da preparare e richiede solo 3 ingredienti: farina di ceci - acqua - olio ...e sale ovviamente! In Toscana viene prodotta una apprezzata variante denominata cecìna che a Carrara viene chiamata calda calda e nel Livornese viene detta torta di ceci. A Ferrara venne introdotta (da un pisano, pare) alcuni decenni fa è oggi uno dei piatti più popolari della ristorazione al taglio.
NOTA Ha radici assai antiche: diverse ricette latine e greche riportano sformati di purea di legumi, cotti in forno. Nel Medioevo il piatto si diffonde a partire dalla zona di Genova. Una leggenda[1] racconta che sia nato per casualità nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c'era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio. Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella. Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato l'oro di Pisa.
Una crema di finocchi, verdura invernale dalle tante qualità. Per renderla cremosa ho usato farina di riso, così è adatta anche per i celiachi! Il finocchio è una pianta mediterranea, nota fin dall'antichità principalmente per i suoi semi e l'aroma, più che per la sua "consistenza". Il suo sapore, simile a quello dell'anice, veniva utilizzato per insaporire cibi o addirittura per coprirne i difetti. Da questo deriva il verbo Infinocchiare; pensate, che i venditori di vino offrivano del finocchio ai loro clienti che sembra renda sempre accettabile il sapore del vino anche se scadente. Varietà: ce ne sono due specie: quello dolce, di cui si mangia la grossa guaina a grumolo bianco, che si sviluppa alla base; quello suddetto amaro o selvatico di cui si utilizzano soprattutto i germigli o le foglioline aromatizzanti. Per finocchio tuttavia, gli orticoltori, intendono la varietà per la quale, mediante selezione, è stato favorito lo sviluppo della guaina. Quando li acquistate: controllate le guaine che devono essere carnose, sode e compatte; la parte costituita dalle foglioline deve apparire fresca.
Una curiosità: i venditori usano distinguere i finocchi in maschi e femmine: non c'è nulla di scientifico in questo, fanno semplicemente riferimento alla forma che, nel caso del maschio è tondeggiante, nella femmina più allungata.
Conservazione: eliminando le costole verdi più grosse e mettendolo in sacchetti a cui praticherete dei piccoli fori, si può conservare al fresco per una decina di giorni, senza che perda sapore. Potete anche surgelarlo, dopo averlo ridotto a spicchi e sbollentato, lasciandolo coperto con l'acqua di cottura.
Proprietà: il finocchio è uno degli ortaggi meno calorici essendo sprovvisto del tutto di lipidi e amido; è ricco di acqua e contiene oli essenziali che lo rendono molto diuretico e digestivo. Inoltre stimola l'appetito.
Un consiglio alle donne che allattano: è particolarmente indicato perché aiuta la produzione del latte, donandogli oltretutto un sapore piacevole e dolce. Come trattarlo: eliminate la base dell'ortaggio, poi le guaine nel punto in cui diventano tubolari. Per pulirlo meglio ed anche per la cottura o la preparazione di insalate, tagliare il finocchio a spicchi. Una volta lavato, se dovete cuocerlo, fatelo in acqua e succo di limone così eviterete di farlo annerire.
INGREDIENTI: 200g di lenticchie lessate 1 cucchiaio di olio di oliva 150g di zenzero tagliato a piccoli dadini 1 cucchiaino di coriandolo in polvere) 1 cucchiaino di semi di cardamomo sgusciati 1 carota tagliata a dadini 400g di pomodori pelati 1 cucchiaio di salsa di soya 1 cucchiaio di succo di limone Sale Pepe
PREPARAZIONE: Soffriggi in una casseruola lo zenzero, la carota e le spezie nell’olio. Mescola con un cucchiaio di legno e quando le carote saranno arrostite aggiungi pomodori e lenticchie già bollite separatamente. Aggiungi il brodo (va bene anche quello di cottura delle lenticchie) e prosegui la cottura per mezz’ora. Aggiungi limone, sale e pepe. Servire calda.
NOTA Il libro della Genesi ci racconta che quando Esaù nacque, prima di suo fratello gemello Giacobbe, era rossiccio e peloso (cfr. Genesi 25,25). Crescendo Esaù si mostrò abile nella caccia e uomo della steppa, e per questo prediletto dal padre (cfr. Genesi 25,27-28). Una volta, rientrato affamato dalla campagna, vide Giacobbe che aveva cotto un piatto di lenticchie. Quando gli chiese da mangiare poiché era sfinito, Giacobbe chiese in cambio la primogenitura, e Esaù accettò (cfr. Genesi 25,29-34).
Questa è una ricetta della mia mamma. E’ deliziosa e sfiziosa! PS: è anche gluten free.
INGREDIENTI: 4 patate medie 1 mozzarella fresca olio extra vergine di oliva sale origano (facoltativo)
PREPARAZIONE: Affetta le patate molto sottilmente. Ungi una teglia antiaderente e inizia a disporre le patate a fette, facendole sormontare leggermente. Una volta finito lo strato di patate, fanne uno di mozzarella. Adesso sala e ricomincia a coprire con le fette di patate facendole sormontare come per il primo strato. (vedi foto) Condisci con un filo d’olio, un po’ di sale e se vuoi origano. Informa e cuoci a 210°C finché non sarà dorata e croccante. Circa 40 minuti.
NOTA Le patate sono fonte di importanti vitamine e minerali. Una patata di medie dimensioni (150 g), consumata con la buccia, fornisce 27 mg di vitamina C (45% della dose giornaliera raccomandata), 620 mg di potassio (18% della dose giornaliera raccomandata), 0,2 mg di vitamina B5 (10% della dose giornaliera raccomandata), oltre a tracce di tiamina, riboflavina, folati, niacina, magnesio, fosforo, ferro e zinco. Inoltre il contenuto di fibre di una patata con buccia (2 g) è pari al contenuto di fibre del pane integrale, della pasta e dei cereali. Oltre alle vitamine, ai minerali ed alle fibre, le patate contengono svariati composti fitochimici, quali i carotenoidi ed i polifenoli.
INGREDIENTI PER IMPASTO: 300g di farina tipo 00 100g di burro 100g di zucchero 1/2 bicchiere di latte o acqua 1 bustina di lievito per dolci
INGREDIENTI PER RIPIENO: una ricotta 100g zucchero 50g mandorle tritate
PREPARAZIONE Unite tutti gli ingredienti necessari all’impasto e lavorateli bene fino ad ottenere una pasta frolla omogenea. Dividete l’impasto in due parti; con una parte formate un disco di 20cm di diametro circa e mettetelo nella teglia antiaderente o rivestita di carta da forno. Unite gli ingredienti per il ripieno e ricoprite il disco di impasto che avete messo nella teglia. Con il restante impasto avete due possibilità: 1- stendete un altro disco e ricoprite il dolce 2- passate l’impasto nello schiaccia patate o nella gratugia per ottenere una copertura irregolare e croccante. Infornate e lasciate cuocere 20’ a 180°C o finchè non sarà ben dorato. Se volete prima di servire (dopo averlo fatto raffreddare) potete spolverare con lo zucchero a velo.
NOTA La ricotta, pur essendo un prodotto caseario, non si può definire formaggio ma va classificato semplicemente come latticino: non viene ottenuta infatti attraverso la coagulazione della caseina del latte, ma attraverso quella delle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida del latte che si separa dalla cagliata durante la caseificazione.
Ingredienti 400 g biscotti secchi 100g di nocciole 100 g burro morbido 100 g zucchero 100 g cacao 4 cucchiai di yogurt magro 1 cucchiaino di essenza di ruhm
Procedimento Montare il burro con lo zucchero, aggiungere il cacao e lo yogurt, l'essenza di ruhm, le nocciole e i biscotti sbriciolati. Se l’impasto fosse troppo duro aggiungere un po’ di latte. Dare all’impasto la forma di un tronchetto, avvolgerlo nella carta stagnola e mettere in frigorifero per qualche ora. Tagliare a fette e spolverizzare a piacere di zucchero a velo.
Ricetta utile per utilizzare i biscotti rotti che restano in fondo alla busta...