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sabato 31 luglio 2010

Depressione e Vegetarianesimo

Luglio 2010 - Fonte: newsfood.com (versione in pdf)
Fonti originali (in abstract):
European Journal of Clinical Nutrition (o in pdf)
PubMed – U.S. National Library of Medicine – National Institutes of Health (o in pdf)

Seguire una dieta vegetariana aiuta contro la depressione, sia prevenendo la malattia che riducendone i sintomi...

Sei, gli istituti scientifici coinvolti nella ricerca

- Akiko Nanri (direttore del dipartimento e che ha coordinato il lavoro) Y. Matsushita, T. Mizoue
Department of Epidemiology and International Health, International Clinical Research Center, National Center for Global Health and Medicine, Tokyo, Japan

- Y. Kimura
Department of Nutrition and Life Science, Fukuyama University, Fukuyama, Japan

- M. Ohta
Department of Health Development, University of Occupational and Environmental Health, Kitakyushu, Japan

- M. Sato
Department of Applied Biological Chemistry, Graduate School of Bioresource and Bioenvironmental Sciences, Kyushu University, Fukuoka, Japan

- N. Mishima
Ikemi Memorial Clinic of Mind-Body Medicine, Fukuoka, Japan

- S. Sasaki
Department of Social and Preventive Epidemiology, School of Public Health, The University of Tokyo, Tokyo, Japan

La squadra del National Center ha lavorato con 500 volontari, facendo compilare 2 questionari distinti.
La prima serie di domande riguardava le abitudini a tavola, la seconda eventuali sintomi depressivi.
Mettendo assieme i dati, è stato innanzitutto notato come gli stili alimentari ricadessero in tre categorie:
- la classica occidentale, basata su una ricca colazione
- la dieta a base di grassi animali
- la dieta a base vegetale.
Successivamente, tali modelli sono stati messi in rapporto ai sintomi depressivi dei proprietari. Nanri e colleghi hanno così scoperto come la dieta vegetale del Giappone riducesse del 44% i sintomi della depressione rispetto agli altri 2 sistemi.
Secondo il dottor Mizoue, coinvolto nel lavoro, il merito della ricerca è "aver un'analisi basata non sulle singole sostanze nutritive, ma sui modelli alimentari. Non possiamo affermare che tutti coloro che mangiano male svilupperanno sintomi depressivi, ma possiamo credere nella possibilità che la cucina giapponese possa essere d'aiuto nell'impedire lo sviluppo della malattia". Inoltre, il medico ricorda come il modello di dieta giapponese (vegetale, ma anche mista) prevede oltre alla soia, anche carote, zucche, funghi, vegetali verdi, cavoli cinesi, rape, ravanelli, verdure, tofu, alghe, patate, frutta e tè verde.

domenica 18 luglio 2010

Tolleranza...


Tollera ciò che accade come se avessi voluto che accadesse. (Seneca)

...mica facile...
ma se lo dice Seneca, bisognerà almeno provarci!

mercoledì 12 maggio 2010

E basta: Hitler NON era vegetariano!

Nei loro tentativi di screditare la liberazione animale, i necrofagi piu' cretini proclamano spesso che Adolf Hitler era un vegetariano, o che i medici nazisti condannarono la sperimentazione su animali.

Il sinistro paragone tra nazisti e "zeloti" dei diritti animali implicito in queste "rivelazioni" ha lo scopo di suggerire che l'antispecismo sia una filosofia anti- umana. La vera storia di Hitler e del nazismo e' invece lontana anni luce da queste credenze. Una risposta legittima per questo genere di affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna importanza se Hitler fosse o meno vegetariano; come ha scritto Peter Singer: "Il fatto che Hitler avesse un naso non significa che dobbiamo tagliarci il naso". Inoltre:

1. La Vegetarier-Bund (Società Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime nazista (riaprì nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato un sostenitore.

2. La politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo, ne' a beneficio della salute pubblica, nè per motivi etici. Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione è significativo, da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l'inquinamento, o le misure a tutela delle donne in
gravidanza e partorienti.

3. Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le condizioni della sua salute - di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della Propaganda, Goebbels, manipolo' questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano - loro contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l'esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.

4. Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un "vegetariano" con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti. Il biografo John Toland ("Adolf Hitler"), riporta che l'alimentazione di Hitler, quand'era studente, consisteva in "latte, pasticci di carne e pane."
Un altro suo famoso biografo, Robert Payne ("The Life and Death of Adolf Hitler"), afferma che quella del vegetarismo fu una deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come figura pura e dedita al bene. Payne scrive: "L'ascetismo di Hitler aveva un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a base carnea bavaresi e prese moglie... il suo ascetismo era una finzione inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per enfatizzarne la dedizione totale, l'autocontrollo e la distanza che lo separava dagli altri uomini...". Il Professor Rynn Berry ha recensito "The Heretics Feast" (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole: <> Concludiamo citando un libro assai interessante e sicuramente non di parte: "The Medical Casebook of Adolf Hitler" (Leonard e Renate Heston, William Kimber & Co, 1979). Basato su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell'epoca, chiarisce esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro motivazioni: "Dall'inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominciò a soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell'addome. Il dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando cio' accadeva, Hitler generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che "era passata la crisi ", come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto... All'epoca, aveva quarant'anni e non era mai stato seriamente malato... nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi dolori addominali... si curo' da solo... Indubbiamente a causa dei dolori provocatigli da alcuni cibi, eliminò pasticci elaborati e carni, continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a vegetali e cereali - un cambiamento significativo, in un uomo famoso come goloso di dolci e pasticcini.."

Bibliografia:
Dinshah, J. (1974, January). "Book nook". {A review of Speer, A. (1970). Inside the 3rd Reich} Ahimsa, p. 11.
[Disponibile tramite la American Vegan Society, P.O. Box H, Malaga, NJ 08328, USA]

Meyer, R. (1985). "Was Hitler a vegetarian?" Vegetarian Voice, 12 (2), p. 6.
(di Rudolf Meyer, Presidente della Vegetarier Bund Deutschlands)
[Disponibile tramite la North American Vegetarian Society, P.O. Box 72, Dolgeville, NY 13329]

[tratto da mucca103.org]


...e cmq per quanto mi riguarda anche se lo fosse stato, a me che cambia?

martedì 13 aprile 2010

Alice Walker

Gli animali esistono su questa Terra per se stessi. Non sono stati creati per gli umani, così cme i neri non sono stati creati per i bianchi né le donne per gli uomini.

sabato 10 aprile 2010

Ricette con sesamo: gomasio


Stamani ho provato a fare il gomasio da sola... solitamente lo compro già pronto nei negozi di alimentazione naturale.

Ho seguito questa dose: 1 cucchiaino di sale (io ho usato quello rosa himalayano biologico), 18 cucchiaini di sesamo biologico.

Ho lavato il sesamo, l'ho fatto asciugare e tostare in padella antiaderente senza olio finchè non ho sentito scoppiettare i semini, ho aggiunto il sale e ho tostato altri 3 minuti.
Dopodiché ho trasferito tutto nel mortaio e ho pestato... è venuto un gomasio molto profumato grazie alla tostatura.

Radha

sabato 27 marzo 2010

Haiku


Un haiku 俳句 è un componimento poetico di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni.
Soggetto dell'haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell'animo dell'haijin (il poeta).
La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, quasi come una traccia che sta al lettore completare.

mercoledì 17 marzo 2010

I codici a barre per capire la provenienza dei prodotti


Attraverso le prime tre cifre del codice a barre è possibile capire l'origine del prodotto. E' una cosa molto interessante, perché ci permette di vedere all'istante l'origine del prodotto, mentre acquistiamo, ed eventualmente di fare una scelta d'acquisto più consapevole.
Ad esempio se vediamo un prodotto alimentare il cui codice a barre inizia con le prime tre cifre che vanno da 690 a 695 sappiamo che è di origine cinese!
Vi riporto sotto la tabella con l'elenco di tutti i paesi che ho trovato su wikipedia.

I codici nazionali inizianti per 0 vengono utilizzati raramente in pratica, e sono stati inseriti nella codifica per renderla compatibile con UPC, che ha solo 12 cifre.
000 - 099 USA e Canada (020-029 usato all'interno del negozio, 030-039 codifica dei medicinali, 040-049 usi specifici, 050-059 coupon)
100 - 139 USA e Canada (riservati per usi futuri)
200 - 299 codici in gestione alle organizzazioni EAN nazionali per usi specifici
300 - 379 Francia
380 Bulgaria
383 Slovenia
385 Croazia
387 Bosnia Erzegovina
400 - 440 Germania
450 - 459 Giappone
460 - 469 Russia
470 Kirghizistan
471 Taiwan
474 Estonia
475 Lettonia
476 Azerbaijan
477 Lituania
478 Uzbekistan
479 Sri Lanka
480 Filippine
481 Bielorussia
482 Ucraina
484 Moldavia
485 Armenia
486 Georgia
487 Kazakistan
489 Hong Kong
490 - 499 Giappone
500 - 509 Gran Bretagna
520 Grecia
528 Libano
529 Cipro
530 Albania
531 Macedonia
535 Malta
539 Irlanda
540 - 549 Belgio e Lussemburgo
560 Portogallo
569 Islanda
570 - 579 Danimarca
590 Polonia
594 Romania
599 Ungheria
600 - 601 Sud Africa
608 Bahrain
609 Mauritius
611 Marocco
613 Algeria
616 Kenya
619 Tunisia
621 Siria
622 Egitto
624 Libia
625 Giordania
626 Iran
627 Kuwait
628 Arabia Saudita
629 Emirati Arabi Uniti
640 - 649 Finlandia
690 - 695 Cina
700 - 709 Norvegia
729 Israele
730 - 739 Svezia
740 Guatemala
741 El Salvador
742 Honduras
743 Nicaragua
744 Costa Rica
745 Panama
746 Repubblica Dominicana
750 Messico
754 - 755 Canada
759 Venezuela
760 - 769 Svizzera
770 Colombia
773 Uruguay
775 Peru
777 Bolivia
779 Argentina
780 Cile
784 Paraguay
785 Peru
786 Ecuador
789 - 790 Brasile
800 - 839 Italia
840 - 849 Spagna
850 Cuba
858 Slovacchia
859 Repubblica Ceca
860 Serbia e Montenegro
865 Mongolia
867 Corea del Nord
869 Turchia
870 - 879 Paesi Bassi
880 Corea del Sud
884 Cambogia
885 Thailandia
888 Singapore
890 India
893 Vietnam
899 Indonesia
900 - 919 Austria
930 - 939 Australia
940 - 949 Nuova Zelanda
950 utilizzati dal GS1
955 Malesia
958 Macao
977 Periodici (ISSN)
978 - 979 Libri (ISBN)
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sabato 13 febbraio 2010

IL GOVERNO ISRAELIANO PROPONE IL BANDO PER LE PELLICCE. ENPA: “L’ITALIA SEGUA L’ESEMPIO”


da Promiseland.it

Con un atto di coraggio il governo israaliano ha dato il via libera a un disegno di legge, proposto dal Ministro all’Agricoltura Shalom Simhon, che estende a tutti gli animali selvatici il divieto - già in vigore per cani e gatti - di produrre, lavorare, importare, esportare e vendere pellicce.

Non si tratta però di un bando assoluto. Dal divieto sono infatti escluse le pelli degli animali destinati all’industria alimentare (cammelli, ovini, bovini) e quelle impiegate in ambito religioso come, ad esempio, le pellicce utilizzate per confezionare lo shtreimel, un copricapo di uso comune tra gli ebrei ortodossi.

“Quello delle pelli è un settore industriale che si caratterizza per un elevato tasso di crudeltà – ha spiegato il ministro Shalom Simhon presentando il suo progetto –, poiché costringe gli animali ad atroci sofferenze con il solo obiettivo di soddisfare le esigenze del mercato del lusso”.

“L’iniziativa del Ministro all’Agricoltura israeliano è un segno di grande civiltà – commenta l’Ente Nazionale Protezione Animali -. Certo avremmo sperato che il bando delle pellicce fosse totale; tuttavia la proposta di legge rappresenta un indubbio passo avanti per la tutela degli animali.

Il nostro auspicio è che la proposta legislativa possa tradursi al più presto in un atto normativo vincolante”. “Ci auguriamo altresì – aggiunge l’Enpa – che il Governo italiano, prendendo spunto dall’amicizia e dalle buone relazioni che da sempre vanta con l’esecutivo israeliano, ne imiti il coraggio e adotti un provvedimento simile anche per il nostro Paese”.

www.enpa.it

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mercoledì 10 febbraio 2010

Latte in polvere per neonati


Visto che al mio bimbo non basta il mio latte ho dovuto farmi una cultura sulle varie marche di latte in polvere per neonati. Scrivo questo post pensando di dare qualche informazione utile ad altre mamme nelle mie stesse condizioni.

Il primo latte in cui mi sono imbattuta è Aptamil 1 Milupa; la confezione da 800g costa 22,90€.
Ingredienti:
Siero di latte demineralizzato (in polvere) oli vegetali, lattosio (da latte) latte scremato (in polvere), fibre alimentari [galatto-oligosaccaridi da latte, polifruttosio), concentrato di sieroproteine (da latte), calcio carbonaio, olio di pesce, potassio cloruro tripotassio citrato, magnesio cloruro, acido l-ascorbico, lecitina di soia, colina cloruro, taurina, sodio l -ascorbato, solfato ferroso uridina 5-monofosfato sale sodico, zinco solfalo, citidnina 5-monofosfato, dl-alfa-tocoferil acetato, inositolo adenosina 5-monofosfato, inosina 5-monofosfato sale sodico, l-tirosina, nicotinamide, guanosina 5-manofosfato sale sodico, l-carnitina, calcio d-pantotenato acido folico solfato di rame, retinil palmitato dl-alfa-tocoferolo, d-biotina, tiamina idrocloruro, cianocobalamina, colecalciferolo, piridossina idrocloruro, manganese solfato, potassio ioduro fitomenadione, sodio selenito.

Si, avete letto bene... l'olio di pesce nel latte per neonati!!! Ovviamente la mia ricerca è necessariamente dovuta andare oltre, e la seconda marca in cui mi sono imbattuta è il latte in polvere per lattanti 1 da 0 a 6 mesi linea Crescendo COOP. Confezione da 900g costa 9€. Ingredienti: siero demineralizzato, oli vegetali (olio di girasole, olio di colza, olio extra vergine di oliva), latte scremato, crema di latte, maltodestrine, lattosio, Sali minerali (citrato di calcio, fosfato di calcio, carbonato di calcio, citrato di potassio, citrato di magnesio, cloruro di sodio, cloruro di potassio, lattato di ferro, solfato di zinco, solfato di rame, ioduro di potassio, solfato di manganese, selenito di sodio), acidi grassi polinsaturi LCP (acido arachidonico, olio di pesce raffinato contenente acido docosaesaenoico, gelatina di pesce), vitamine (C, E, niacina, A, acido pantotenico, B1, B6, B2, acido folico, K1, biotina, D3, B12), bitartrato di colina, inositolo, taurina, emulsionante: lecitina di soia, nucleotidi, L-carnitina.

Come vedete il prezzo è decisamente migliore.... ma non gli ingredienti!
...e la ricerca di un latte per il mio bimbo continua...

Latte in Polvere Plasmon 1 non ha l'olio di pesce, ma non è biologico. La confezione da 800 g costa 29,90 € e gli ingredienti sono questi:
latte scremato, oli vegetali (fra cui olio di soia), lattosio, proteine del siero di latte ricche in alfa-lattalbumina, maltodestrine, sali minerali, vitamine, colina bitartrato, emulsionante: lecitina di soia, taurina, nucleotidi. Contiene: Latte, lecitina e olio di soia.

Ho telefonato anche al numero verde Plasmon per sapere l'origine della taurina e mi hanno garantito che è di origine sintetica e non animale.
Concludendo la mia accurata selezione, mi sono orientata su due marchi BIOLOGICI e con meno schifezze negli ingredienti: HIPP e NEOLATTE.

La confezione da 600g di HIPP 1 costa 6,80€ e ha questi ingredienti:
Latte scremato*, siero di latte dolce* in polvere (parzialmente demineralizzato), oli vegetali*, lattosio*, emulsionate lecitina di soja, carbonato di calcio, cloruro di potassio, vitamina C, fenilalanina, lattato di ferro, carbonato di magnesio, L-triptofano, solfato di zinco, vitamina E, niacina, acido pantotenico, vitamina A, solfato di rame, vitamina B1, vitamina B6, vitamina B2, iodato di potassio, solfato di manganese, acido folico, vitamina K, selenato di sodio, biotina, vitamina D, vitamina B12.
*da agricoltura biologica.
Prodotto confezionato in atmosfera protettiva

La confezione di Neolatte 1 BIOLOGICO da 800g costa 10,50€ e ha questi ingredienti:
latte magro, siero di latte in polvere parzialmente demineralizzato, grassi vegetali, maltodestrine; latte scremato in polvere, cloruro di calcio, vitamina C, solfato di ferro, niacina, solfato di zinco, bifidobatteri (b.bifidum, b.breve, b.Infantis, b.longum), calcio pantotenato, vitamina E, vitamina A, solfato di rame, vitamina B1, vitamina B6, vitamina B2, potassio iodato, acido folico, vitamina K, biotina, vitamina D.

Mi piace di più HIPP e mi sembra che lo digerisca meglio... ma cmq lo alterno con Neolatte.

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La soia per prevenire il cancro ai polmoni


La soia è un legume proveniente dall'Asia, e negli ultimi anni è stata spesso rivalutata da tutti i nutrizionisti per le sue qualità.

L'ultima scoperta un merito la vedrebbe come ottima arma contro il cancro, soprattutto quello ai polmoni: a sostenerlo sono alcuni studiosi del National Cancer Center di Tokyo, che hanno appena pubblicato la loro ricerca sull'American Journal of Clinical Nutrition.
Anni addietro si era già visto che nella parte orientale del pianeta, dove questa leguminosa era inserita correntemente nella dieta della popolazione si riscontrava una minore incidenza di tumori al seno, colon e prostata: si stima che circa un terzo dei decessi causati da tumori si sarebbe potuto evitare se si fosse seguita una dieta corretta e ricca di soia.
I semi della soia sono ricchi di proteine, glucidi, vitamine, minerali, lipidi, fibre, saponine e isoflavoni: sarebbero proprio i fitoestrogeni a garantire la protezione contro il cancro in quanto capaci di bloccare l'azione del cancro della prostata, della mammella, l'endometriosi, la mastopatia fibrocistica, i fibromi dell'utero e i vari disturbi legati alla menopausa.
Lo studio condotto dal centro tumori nipponico è stato effettuato su 76.000 giapponesi sani tra i 45 e i 74 anni: sono stati monitorati per ben undici anni e in questo periodo solo 559 di loro hanno contratto un tumore.
L'incidenza era molto diversa a seconda del sesso: su 40.000 donne solo 178 sono state colpite, mentre tra i restanti 36.000 uomini si sono verificati ben 481 casi: ciò ha fatto presupporre che l'efficacia anti cancro della soia dipenda dalla minor quantità di ormoni sessuali maschili.
Riassumendo la soia è un alimenti molto completo, digeribile, costruttore per muscoli, ossa e nervi, potente energetico rimineralizzante, equilibrante cellulare e anti carcinoma.

Approfondimenti: Sito della rivista American Journal of Clinical Nutrition

Fonte: www.mammedomani.it



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domenica 6 dicembre 2009

Ricette - Marmellata di arance



Ecco la ricetta della marmellata di arance... ovviamente è meglio usare le arance biologiche visto che si usa anche la buccia!
:)
Radha

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sabato 5 dicembre 2009

venerdì 4 dicembre 2009

Ricetta con la Tapioca

Ho cercato a lungo su web una ricetta salata decente di tapioca ma non ho trovato nulla... e allora ho dato sfogo alla fantasia e ho inventato questo piatto. Posto la ricetta perchè è davvero un piatto delicato, leggero e gustoso: perfetto per la sera secondo me.
Inoltre è vegan, senza cereali e senza glutine.


INGREDIENTI
(dose per due porzioni abbondanti)

100g di perle di tapioca
2 coste di sedano
1 mazzetto di spinaci freschi
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 carota
750ml di acqua

PREPARAZIONE
Mettere un cucchiaio di olio in un pentolino e far rosolare l'erba cipollina, il sedano, la carota. Aggiungere poi gli spinaci freschi tagliati a striscioline. Lavare la tapioca con acqua fredda e aggiungerla alle verdure; far insaporire e poi aggiungere l'acqua.
Fate cuocere 20 minuti a pentola scoperta, girando di tanto in tanto.
Condite con olio a crudo o panna di soya... e a piacere scaglie di grana (per i non vegan).

NOTA
La tapioca è una fecola derivata dal tubero della manioca o cassava, una pianta originaria dell'America del Sud. La tapioca si può usare come la farina dei cereali. Si presenta sotto forma di piccole sferette dal colore bianco. Una volta cotte, le sfere diventano trasparenti, assumendo una consistenza gelatinosa. Spesso concorre alla creazione di farine precotte per l'alimentazione dei bambini in fase di svezzamento in quanto ha proprietà nutritive simili al latte.

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martedì 24 novembre 2009

Rooming in

Sia la madre sia il bambino sono dotati di risorse innate per affrontare i primi momenti di intimità dopo il parto: l'unico importante compito di chi li assiste è di non intromettersi e di lasciare che queste abilità naturali possano esprimersi.
Una delle prove più spettacolari di queste abilità è la capacità del neonato, se lasciato tranquillo sull'addome della mamma, di strisciare pian piano fino al seno, trovare il capezzolo e cominciare a succhiare. Questo movimento non avviene se il neonato viene allontanato dalla madre durante i primi 70 minuti di vita. Inoltre si osserva frequentemente una difficoltà di relazione tra mamma e bambino, durante il primo anno di vita, in quelle mamme che sono state allontanate dal proprio figlio subito dopo il parto.
I ricercatori hanno a lungo studiato la scelta del momento più adatto in cui portare il neonato alla madre: esiste un periodo "sensibile" o "critico" per il contatto dei genitori con il bambino nei primi minuti, ore o nei primi giorni di vita?
Sono stati condotti numerosi studi dai quali è emerso come il periodo sensibile non solo esiste ma inizia nel corso delle prime ore di vita e si mantiene per tutto il periodo della permanenza in ospedale.
Numerosi genitori notano che i loro sentimenti di amore esclusivo verso i loro bambini hanno avuto inizio quando erano potuti restare un po' di tempo insieme in una situazione di serena intimità.
Quindi l'interazione genitori bambino è sicuramente innata, ma segue un percorso complesso che dipende dalla storia di ciascuno e dalle sue esperienze passate.
Il dovere di tutto il personale di una nursery è quello dunque di favorire con tutti i mezzi possibili l'instaurarsi di tale relazione.
Lunghi anni di ricerche sugli effetti della pratica del rooming-in (tenere la madre e il bambino insieme nella stessa stanza durante la degenza in ospedale) hanno confermato l'importanza del contatto prolungato tra genitori e bambino dopo il parto.
Le madri che avevano fatto tale esperienza sono risultate facilitate nell'allattamento al seno e più fiduciose e tranquille nell'accudire il proprio bambino una volta a casa.

Fonte: www.ilmiobaby.com

Frase del giorno

Nessun pessimista ha mai scoperto i segreti delle stelle,
ha mai navigato verso terre sconosciute,
o ha mai aperto un nuovo paradiso
nello spirito umano.

Hellen Keller